Una questione di cacca

È stato scoperto che la scomparsa delle balene, a causa dei balenieri, ha influito sulla biomassa degli oceani. Il motivo? La loro cacca

Nel corso della loro storia le balene hanno sempre sofferto l’uomo. I balenieri nel corso dell’ultimo secolo hanno cacciato e ridotto il numero di alcune specie di balena fino al 99%.

Data questa scomparsa, gli scienziati hanno sempre ipotizzato che il krill, termine di origine norvegese per descrivere i piccoli crostacei di cui si nutrono le balene, sarebbe esploso numericamente, poiché non avrebbero più subito la pressione alimentare delle balene. Tuttavia, non è accaduto. Anzi. Il numero di krill è diminuito di oltre l’80% nelle aree trafficate dai balenieri. Non solo il krill, ma anche pesci e uccelli marini hanno sofferto dell’assenza sia dei crostacei che delle balene.

Nello studio appena uscito su Nature, i ricercatori hanno scoperto il perché di questo strano fatto. È una questione di cacca, non nel senso che è una pessima situazione, ma nel senso che sono proprio gli escrementi che mancano. Si è scoperto che i misticeti, comprese le balenottere azzurre e le megattere, mangiano in media tre volte più krill di quanto si pensava fino a ora, e come si sa: “più cibo entra, più roba esce”.

Paradossalmente, il crollo del krill potrebbe derivare dal minor numero di balene che espellono krill digerito, ricco di ferro, negando all’intero ecosistema i nutrimenti cruciali di cui hanno bisogno per prosperare. Ad esempio, il bloom di fitoplancton (la “fioritura” intesa come accrescimento della biomassa), che sostiene il krill e molte altri elementi della catena alimentare, si basa su quel ferro.

Gli scienziati grazie alle nuove tecnologie come sensori, droni e sonar, sono riusciti a misurare la stima accurata del consumo. Per avere un idea: una balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), si può pappare circa 16 tonnellate di krill in un giorno, che, dal punto di vista energetico, equivalgono a circa 10-20 milioni di calorie, più o meno 30mila BigMac! Comunque per non farvi spaventare, non mangiano tutti i giorni queste quantità, ad esempio quando migrano passano giorni senza neanche un boccone.

Riuscire a ripristinare le popolazioni di balene potrebbe aiutare a rafforzare tutto l’ecosistema marino. Prima della caccia alle balene, i ricercatori hanno stimato che i misticeti, solo nell’Oceano Antartico, consumassero 430 milioni di tonnellate di krill all’anno, più del doppio della biomassa di tutto il krill presente in quelle acque oggi.

Foto in evidenza https://www.pexels.com/it-it/foto/pila-bagno-pulito-cestino-3958198/

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