Gli uccelli tropicali stanno diventando sempre più simili tra loro a causa dell’uomo

In un’isola tropicale della Cina gli uccelli sembrano essere tutti uguali per colpa dell’uomo

di Alessia Mircoli

Uno studio recente ha dimostrato come i cambiamenti economici e di uso del suolo stiano causando dei cambiamenti della forma corporea e della dieta degli uccelli. Come mai? Per scoprirlo dobbiamo andare nella Cina Tropicale.

Hainan è una provincia della Cina, che si trova nella parte più meridionale del paese. Quest’isola si trova al largo delle coste vietnamite, nel golfo del Tonchino e presenta internamente una vegetazione di tipo subtropicale sostanzialmente intatta; essa, infatti, è un tesoro naturale per la tutela della sicurezza ecologica e della biodiversità. Molto noto è il caso di tutela del Gibbone di Hainan, il più minacciato tra i suoi simili, nonché sia il primate più raro al mondo. Grazie al lavoro basato sulla conservazione di questa specie, la sua popolazione è aumentata da un minimo di 7-9 esemplari negli anni ’80 ai 35 di oggi.

Il team di ricerca della Xi’an Jiaotong-Liverpool University, della South China Normal University e della Guangdong Academy of Agricultural Sciences ha analizzato il clima locale, la terra e i cambiamenti economici intorno a Hainan tra due periodi di tempo, separati da 15 anni, per comprendere gli effetti della crescita urbana e della conservazione sulla biodiversità. Il risultato della ricerca è stato sorprendente: i cambiamenti economici e dell’uso del suolo hanno influito su diversi aspetti della biodiversità, ovvero la diminuzione della ricchezza e della variabilità delle specie. Sembra che dove è presente l’attività umana, gli uccelli della foresta di Hainan spariscano, lasciando spazio a quelle specie che sono più tolleranti.

Applicando le leggi che proteggono la flora e fauna fuori la città si ha una perdita di biodiversità: com’è possibile? I ricercatori hanno osservato che la corrente legislazione ambientale (legata ai cambi economici e di uso del suolo) favorisce solo alcuni uccelli con una particolare dieta e forma corporea, non solo vanificando l’intento di conservazione, ma ottenendo l’effetto opposto.

“Abbiamo scoperto che la legislazione ambientale ha evitato la concretizzazione di effetti negativi estremi sulla biodiversità, ma, allo stesso tempo, l’attuazione di tali norme ha causato una crescente somiglianza tra le comunità di uccelli di tutta l’isola”. Questa è l’opinione espressa dal primo autore dello studio Emilio Pagani-Núñez. Egli continua poi affermando: “I governi e le aziende devono investire di più nella conservazione della biodiversità e integrare la conservazione della biodiversità nei piani di sviluppo economico per creare paesaggi sia per la biodiversità che per le persone“.

Per approfondire l’argomento e per evitare la realizzazione di ulteriori danni è necessario continuare a studiare questo fenomeno. Per ottenere maggiori informazioni a riguardo, inoltre, è utile estendere la ricerca a differenti classi di animali, come anfibi e mammiferi, con lo scopo di poter migliorare e coordinare meglio l’equilibrio che intercorre tra lo sviluppo economico e la protezione ambientale.

Immagine in evidenza: James Frid

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