Perché seguire gli schemi? I rospi comuni dicono “No!” e salgono sugli alberi

I rospi sanno arrampicarsi sugli alberi: la sorprendente scoperta fatta nei boschi del Regno Unito

Di Alessia Mircoli

Durante un’indagine volta alla ricerca di ghiri e pipistrelli per il National Dormouse Monitoring Programme e per il progetto Bat Tree Habitat Key, dei volontari hanno fatto un’inaspettata scoperta: oltre cinquanta rospi comuni erano presenti in cassette per i nidi degli uccelli e cavità di alberi alte almeno 1,5 metri!

Tutti, o quasi, hanno presente l’aspetto del Rospo comune (Bufo bufo). Si tratta di un anfibio anuro, non particolarmente grazioso, prettamente terricolo e diffuso in Eurasia e nel nord-ovest dell’Africa. Dietro gli occhi presenta le ghiandole paratoidi contenenti un liquido vischioso altamente tossico che viene secreto nel momento in cui l’animale si sente minacciato. Oltre ad essere uno degli anfibi con distribuzione più estesa, è anche il più grande d’Europa, infatti raggiunge addirittura i venti cm di grandezza (zampe escluse). Quando si muove, anche a causa delle dimensioni non poi così minute, risulta essere a dir poco goffo, eppure, a quanto pare, sa arrampicarsi sugli alberi. 

Sorge spontanea la domanda: com’è possibile che animali così impacciati e sgraziati nei movimenti siano riusciti a scalare degli alberi?

Sulla rivista PLOS ONE è stata pubblicata una ricerca a riguardo, condotta dall’Università di Cambridge e Froglife e sostenuta dall’organizzazione benefica per la fauna selvatica People’s Trust for Endangered Species (PTES). “Sappiamo che i rospi comuni preferiscono i boschi come habitat di foraggiamento e svernamento, ma sembra che la loro associazione con gli alberi sia molto più complessa di quanto avessimo pensato in precedenza” afferma Silviu Petrovan, primo autore dello studio.

Come siano riusciti a salire sugli alberi non si sa, ma a quanto pare questi animali hanno ottime doti da scalatori. Tale scoperta, infatti, suggerisce che i rospi trascorrono più tempo sugli alberi di quanto si pensasse e, se questo risultasse essere vero, vorrebbe dire che questa specie potrebbe essere trovata su almeno un albero su cento in habitat idonei per la specie, come ambienti nei pressi di laghi o stagni. 

Altro dilemma: qual è la motivazione che ha spinto i rospi a spostarsi sugli alberi?

Anche in questo caso non si hanno risposte certe. Si suppone, però, che i rospi si siano arrampicati per cercare cibo, per nascondersi dai predatori oppure per fuggire da parassiti. “La futura ricerca mirata consentirà agli scienziati di comprendere meglio le ragioni di questo comportamento di arrampicata sugli alberi nei rospi e come la gestione dei boschi dovrebbe tenerne conto“, dichiara Petrovan.

Una cosa è certa: le cavità degli alberi rappresentano una caratteristica ecologica molto più importante di quanto si potesse immaginare. Questa scoperta, quindi, rappresenta un ulteriore motivo per proteggere gli habitat boschivi, ambienti fondamentali per la sopravvivenza di tutta la fauna selvatica che li abita. 

Armiamoci di una scala e di tanta pazienza e andiamo a verificare se anche dalle nostre parti sono presenti i rospi arrampicatori. Chissà, magari potremmo trovarli nascosti tra qualche nido!

Immagine in evidenza: foto di Foto di Victor Pace da Pexels

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